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Eléna & the city

Tutto quello che non avreste proprio voluto sapere ma tanto io ve lo dico lo stesso!
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September 06

CARO DIARIO...

 

Perché uno fa un blog? Fondamentalmente per la voglia, la gioia o la tracotanza di condividere i cazzi suoi (scusate il francesismo) con chicchessia, amici, nemici e gente di passaggio.

Qualcuno potrebbe obiettare che lo fa solo per scaricare i pensieri e le emozioni, il che non è del tutto sbagliato, ma io suggerirei a quel qualcuno che se è quello l’unico motivo per cui lo fa potrebbe acquistare uno di quei diari col lucchetto che erano tanto in voga negli anni ’80 e una biro fluida blu cobalto, di quelle che non ti tradiscono mai , e  dare libero sfogo alla mente su fogli immacolati e pieni di belle speranze.

Ovviamente se uno fa un blog deve accettare che chiunque ci passi sopra, anche chi lo fa per sport, per fancazzismo, per divertita curiosità o solo per controllare che ulteriori e mastodontiche cazzate non si aggiungano a quelle già scritte in precedenza dal summenzionato “qualcuno”.

Sapete com’è, la prevenzione è sempre la miglior cura…soprattutto se quel “qualcuno” più di una volta ha confuso il concetto di diario personale con quello molto meno nobile di cestino della spazzatura, di ricettacolo del non detto, di cattiverie gratuite e di giudizi di una spocchiosità pari solo alla loro risibilità.

Detto questo, suggerirei a quel “qualcuno” di abbandonare la boria e pagare le bollette di Internet, onde evitare che queste perle della letteratura moderna non abbiano più la possibilità di essere partorite, se non su un diario di carta dove però verrebbero private del piacere sottile di essere oggetto di baruffe e pettegolezzi, perdendo gran parte dello scopo a cui l’autore le finalizza.

 

Ps. I dirigenti che vengono a sbirciare da quelle parti sanno quanto il loro benemato cliente abbia difficoltà ad aprire il portafogli, ed è per questo che hanno atteso pazientemente per oltre 8 mesi. Saranno lieti di incassare finalmente l’agognato canone mensile.

Fossero al posto del loro beneamato cliente però, forse, non se ne farebbero un vanto.

 

 

August 29

La magia della nuova stagione...

Le mie gambe sono due salsicce. Due salsicce imprigionate nei jeans. I miei jeans appena lavati che sembrano guaine iperaderenti sulle mie cosce tornite.

Il girovita è dolorosamente lievitato a formare una deliziosa ciambella ad altezza ombelico, e quel che è peggio si tratta senza dubbio di pancetta da alcolista, premio finale di un’estate passata a bere rum e cola fin dalla colazione. Le patatine, tutte le patatine mangiate in vacanza con la birra, con il rum, con i bicchieri di vino bianco disseminati negli aperitivi estivi, si sono depositate tutte giù, giù dove non batte il sole ma dove la ritenzione ci vede benissimo.

E’ solo una settimana che non vado al mare e il mio colore vantamente ambrato sta tornando efebico alla velocità della luce. Neanche la candeggina sarebbe così rapida!

I capelli sono secchi, sfibrati, scoloriti dal sole e pieni di doppie punte, e si scuotono sulla mia testa con la stessa sensualità di una scatola di latta. La mia pelle è provata dagli stravizi vacanzieri ed è spessa un dito: qualunque tentativo di maschera/scrub/pulizia approfondita cancellerebbe via per sempre quella tenue abbronzatura dorata che lotta strenuamente per rimanere in piedi. Meglio dunque tenersi un ambrato grigiore che un luminoso pallore, che oltretutto farebbe risaltare ancora di più le occhiaie da panda che catturano il mio sguardo da quando sono tornata dalle ferie e non mi rassegno all’idea che il lavoro sia un’attività quotidiana da svolgere fin dal mattino. Addirittura.

I peli stanno ricrescendo. Inesorabili. L’idea che mi sono fatta dopo l’ultima seduta a fine luglio di associare nuovamente la figura dell’estetista al mese di settembre, come rito iniziatico della nuova stagione, mal si concilia con l’umana natura che rende la pelle ispida già dopo qualche giorno.

E infine mi sento pesante, mi muovo come un bradipo ubriaco sotto Xanax, la mia nota elasticità è un lontano ricordo,e anche alzare la gamba per accavallarla mi costa un notevole sforzo.

Ahhhhh….mi sento così meravigliosamente sexy!!! Non trovate anche voi?

Già…la nuova stagione è alle porte, e la prossima estate avrò 30 anni.

Sento uno stormo di urrà levarsi in volo dentro di me!

July 24

Perchè è bella, carina... e simpatica!

 

Voglio parlare di un folletto che conosco.

In realtà è una  fatina rosa, ma non  dite che ve l’ho detto, lei si sente un folletto dispettoso e anche un po’ crudele, e noi glie lo lasceremo pensare.

Dicevo, conosco un folletto biondo che assomiglia tantissimo a Trilly, con l’unica differenza che Trilly è una fatina e lei è appunto un folletto, e non ha NULLA, ma proprio NULLA della dolcezza e della vena romantica di Trilly. Figuriamoci poi della sua propensione a soccorrere sempre i Peter Pan in difficoltà….no no…il paragone è oltremodo improprio, se non fosse per quel caschetto biondo e quel sorriso stellato.

Eh già…ma non lasciatevi ingannare gente…lei è un folletto dispettoso  e ve lo dimostrerà.

 

Tanto per cominciare è cattiva…molto cattiva…pensate che la prima volta che ci siamo conosciute ci ha tenuto a precisare che non mi vuole bene…e dovete vedere come tratta quel pover’uomo che le è affianco…ci tiene molto a puntualizzare che NON è il suo ragazzo, ma un tipo che frequenta per divertissement…e perché le porta il caffè tutte le mattine. E se mai doveste avvistare una lacrima alla stazione…quando lo lascia anche solo per due giorni, beh! Quello è il vento…solo il vento…non sapete quanto è dispettoso il vento con le fatine che nascondono le ali per sembrare dei folletti!

E poi…dovreste vedere quanto è presuntuosa…quando entra in un posto sembra esserci solo lei, e la dimostrazione è che tutti si girano a guardarla, e lei ricambia sbattendo gli occhioni da Bambi e muovendo i fianchi con una malizia oltraggiosa!

E poi pensate…si sente un’eletta…un’ape regina che invita lo sciame a seguirla e a mettere in pratica le sue strampalate teorie! Che sfacciata! Ma non lo sa che noialtre non  ci teniamo mica a diventare delle lolite aspiranti veline col naso all’insù che fanno crollare all’istante qualunque esemplare (umano e non) di sesso maschile? Tzè…a noi queste cose non interessano!

Per non parlare dei suoi capricci…chi potrebbe sopportare i suoi picci, le sue facce scocciate, le sue espressioni da cartone animato che tra l’altro rendono le sue sfuriate estemporanee meno credibili di Mr Bean a un colloquio alla N.A.S.A?

No no…così non va…questo folletto non lo sopportiamo più…faremmo meglio a rispedirlo “alle Puglie” dove è nato, e non averlo più tra i piedi!

Scusate lo sfogo ma…quando ce vò ce vò!

 

Solo che…purtroppo…questo folletto come già enunciato in realtà è una fatina…e può mettere il cappello a punta o nascondere le ali, ma rimane sempre una fatina, tutta rosa e luccicante, e dotata anche degli inevitabili poteri magici, tra i quali citiamo la telepatia, la distribuzione di allegria incondizionata, il sesto senso, la risata contagiosa, la capacità di infondere sincerità negli altri, la sensazione di benessere generale che trasmette con la sua presenza.

E' una fatina, e te ne accorgi perché quando sei giù arriva sempre, quando vuoi parlare si materializza, quando ti andrebbe tanto di farti una risata lei fa una cosa che ti fa CROLLARE dalle risate,e  quando vuoi una spalla su cui piangere...trovi una spalla forte perché lei non piangerà con te, no, lei si permette il lusso di piangere solo quando tutti gli altri ridono, ...per una frase, per un film romantico (ma rigorosamente in una scena apparentemente banale) o solo perché le è tornato il ciclo, e senza avvisare!!! Lei è così, magnificamente imprevedibile e sorprendentemente presente, come un vento caldo che ti avvolge in una giornata invernale.

Un piccolo, sensualissimo scricciolo dal cuore d’oro, forte come una roccia e delicata come un fiorellino. E simpatica come una marionetta a forma di cucciolo.

Così simpatica che già mi manca.

 

Eh sì perché il folletto in questione sta per partire con la sua valigia di Hello Kitty e il nasino che tira su per evitare di far scendere la lacrimuccia dispettosa dagli occhi da cerbiatto. Va a imparare l’inglese e torna tra un mese tuonando Hello friends!!! Cavoli…un mese senza il mio follettino…come farò? Chissà se dove va si accorgeranno che è una fatina rosa…

 

Che poi…ma voi avete mai visto un folletto in minigonna?

 

 

July 11

Vieni avanti cretino!

 

Io mi ritengo una persona intelligente. Non ho particolari prove a dimostrazione di ciò, lo so e basta. Caldo

 

Il fatto che spesso non capisca al volo un cenno, che non riconosca quando uno ci sta provando con me, che ci sono alcune cose che dimentico nel momento stesso in cui mi vengono enunciate e che faccio cadere qualunque cosa abbia sotto tiro non credo abbia a che fare con l’intelligenza, al massimo con il mio livello di attenzione. Almeno credo.

Il fatto che abbia trovato d’istinto ben 4 motivazioni a suffragio della mia potenziale stupidità e nessuna a sostegno della mia intelligenza non mi rende poco intelligente, ma solo molto umile. O no?? Perplesso

Certo, riflettendoci un secondo, sfido chiunque a dire di sé: io non sono intelligente.

Puoi trovare chi dice: io non sono bello, io non sono magro, persino chi dice: io non sono simpatico, ma vi sfido a trovare qualcuno che dice di sé di essere un perfetto cretino. Anzi, la stragrande maggioranza delle persone che conosco il più delle volte scuote il capo con aria severa dicendo che il mondo è pieno di cretini, che l’80% degli esseri umani è un idiota patentato, che se tutti avessero un po’ di cervello il mondo sarebbe un posto migliore.

 

La deduzione logica è che tutti i cretini del pianeta sono assolutamente inconsapevoli di esserlo.

 

E allora mi chiedo: chi mi dice che io non sia un’imbecille?

Dal momento che non occupo i vertici di una multinazionale, non ho vinto il nobel per la letteratura e non sono riuscita nemmeno a impalmare un ottimo sulla carta prima dei 30, mi chiedo: come faccio a capire se davvero il mio cervello brulica di potenzialità inespresse, o invece è solo un antro arido di abitudini, esperienze e opinioni condivise?

La questione si fa interessante.

 

Una possibile soluzione potrebbe essere quella di affidarsi alle opinioni altrui. Se dicono che sei intelligente, probabilmente lo sei. Il punto però è che, se qualcuno mi reputa intelligente, significa che si giudica talmente intelligente da poter valutare il grado della mia intelligenza, e quindi in buona sostanza, si reputa intelligente almeno quanto me. Questo senza considerare che spesso una persona intelligente che ti reputa intelligente ha un modo più intelligente di dimostrarlo che venirtelo a dire. Viaggiate sulla stessa lunghezza d’onda, non c’è bisogno di parole. Basta quella complicità sottile e un po’ elitaria che si innesca tra persone intelligenti nel guardare con sufficienza i non intelligenti. O no?

Ad esempio tempo fa la shampista con le meches scarlatte e l’idea che Daniele Interrante esprima sempre opinioni intelligenti in tivù mi ha detto che io, si vede dagli occhi che sono una persona molto intelligente, che lei queste cose le capisce immediatamente. Ora il punto è: questo dovrebbe farmi piacere? Dovrei sentirmi intelligente perché me l’ha detto una persona che io considero semplice come dilapidare il mio stipendio a Enjoy?

E soprattutto, è intelligente dilapidare il proprio stipendio a Enjoy?

 E soprattutto, è intelligente da parte mia giudicare una persona semplice da quello che dice, sapendo che se lo facessero con me probabilmente ne caverebbero il più delle volte una miscellanea di informazioni sulla effettiva convenienza dei saldi imminenti e poco altro?

Certo, ci sono le amiche, ma loro si sa che sono di parte, e sebbene la loro opinione sia per me assolutamente indispensabile, sfido chiunque a trovare un’amica che mi dica: sai cara, ti voglio bene come a una sorella, sto bene con te, mi diverto anche, però lasciatelo dire…non capisci un cazzo!

No, mi sembra oltremodo improbabile come sketch.

 

Detto questo una seconda prova potrebbe essere quella di fare uno di quei test tipo Q.I., per valutare il nostro grado di intelligenza.

Ci ho provato in ufficio qualche mese fa.

Il risultato del primo test è di 148, ovvero di 8 punti superiore al quoziente minimo per entrare nel M.E.N.S.A., l’esclusivo club che accorpa il fior fior dei migliori cervelloni del mondo. Il risultato del secondo test è di 78, di 8 punti superiore a quello di Forrest Gump, utile al massimo per entrare a MENSA senza un tutor di sostegno.

D’altra parte, stupido è chi lo stupido fa, diceva il mio nuovo compagno di merende, e poi probabilmente ero solo distratta quando, dovendo escludere una parola tra ghepardo, zebra, giraffa, tigre e pitone ho escluso la tigre perché è un maculato che non va più! Deluso

 

Vabè, forse devo trovare un metodo di valutazione alternativo…

Ecco magari la strada migliore è guardare a tutte le cose stupide che vediamo in giro e fare un confronto con il nostro seppur precario equilibrio psichico.

Per esempio, posso dire fieramente di non aver mai sperato di corteggiare qualcuno a Uomini e Donne, fatto da tappetino a un uomo, sbagliato un’addizione o una moltiplicazione semplice, confuso Eleonora Duse con Barbara D’Urso, chiamato una maga in tv per capire dai tarocchi perché lui si comporta in modo sospetto (mai pensato che il vero tarocco è proprio lui?), fatto un abbonamento a  Eva Tremila, fatto la fila per un film di Vanzina, consacrato Alviero Martini a lasciapassare per la celebrità locale. Ma questo fa di me una persona intelligente?

Sinceramente mi sembra un po’ poco.

 

Aspettate ci sono! Forse se guardassi indietro, agli uomini che ho avuto, che hanno detto di amarmi e stimarmi, beh, se guardassi a loro come cartina di tornasole per valutare il vigore della mia materia grigia? Dopotutto, vien da pensare, esser stata con un uomo equilibrato, maturo, rispettoso e brillante significherebbe averlo meritato no? Bene… se facessi così…vediamo unpò…se ripercorressi un attimo le mie ultime storie…se…uhm….

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…….

…..sì, decisamente questo è il metodo migliore! Finalmente ho dato una risposta al tarlo che mi attanagliava da tempo!

Ora mi sento una persona migliore!

 

……..driiiiiiiiiin………..driiiiiiiiiiiiin…. scusate…scusate un attimo che mi squilla il telefono…

……si…si Forrest? Sì amore…sono subito da te…

 

Ps.mi sa che questa è la volta buona… Linguaccia

 

 

 

 

July 08

Guardando una fotografia...

 

Ieri sera sono stata a casa. Mi sono messa a cercare una foto e, come succede sempre in questi casi, mi sono persa in mezzo a tutte quelle che sono arrivate prima di trovarla, e ho continuato, dopo, a indugiare ancora in quelle immagini stropicciate.

Sono incappata nella “scatola magica”, quella dei ricordi che custodisce foto, lettere, vecchi bigliettini d’auguri e cartoline malridotte.

Ho iniziato a sfogliare le foto sfuse che mi capitavano sottomano, mescolate come carte da gioco di  diversa provenienza.

La prima è quasi recente, e mi inquadra il viso sfatto e storpiato da una smorfia, con in primo piano un eloquente bicchiere da vino pieno di limoncello, e tutt’intorno una festa delirante…si vedono persone prive di sensi, macchie rosse sui muri e un amico che mi sorregge le gambe. Era marzo 2005, compleanno di Luca a Teramo, e quella casa era per me la casa di marzapane, irresistibile come un dolce al caramello, amara nel ricordo che lascia, come quando si finisce di gustare una buona tazzina di caffè.

Sfoglio.

Siamo io e Daniele, mio cuginetto adorato e, allora, idolatrato, mano nella mano nel cortile di Bussi, con l’altra mano a reggere…assurdo!, un’armonica  a bocca, mentre una bellissima mamma trentatreenne ride divertita! E’ datata luglio 1984, e siamo praticamente vestiti uguali: cappellino con visiera, tutina intera, t-shirt e calzettoni al ginocchio!Siamo proprio carini!

Sfoglio.

Croazia 2001. I miei 22 anni si vedono tutti nella taglia 38 che si intuisce dal completino rosso fuoco, pinocchietto e maglia a righe, affacciata al terrazzino di Opatija  dov’ero in vacanza con la mia famiglia e i miei cugini. Le braccia e le caviglie sono davvero pelle e ossa…il vitino di vespa…mon dieu! Saranno 8-10 chili fa!!!! Meglio andare avanti.

Sfoglio.

Oh mamma mia! Cortile di casa D.P…prato e una coppia in lontananza che si abbraccia felice: lui porta un jeans e una t-shirt della Carlsberglei, abbronzantissima, un top a fiori scollato sulla schiena e una gonna di cotone forse un po’ troppo lunga per la sua età. Ride felice, di un sorriso ingenuo ma spontaneo. Giro: Elena e Corrado, agosto 2000…e un enorme cuore a ribadire il concetto. E’, letteralmente, una vita fa! Non credo di riconoscermi nei pensieri e nelle emozioni di quella ragazza con il top a fiori, in quel cortile da casa del Mulino Bianco, in quel sorriso non ancora adombrato dal dubbio, dalla coscienza che quella vita mi sarebbe stata stretta. Ero così vera  e così diversa da ora…così… incondizionatamente innamorata, come forse adesso non potrei più…

Sfoglio.

Vienna 1998. Gita del quinto. Due Lolite in jeans color crema e body intimo bianco candido fanno le sceme in una camera d’albergo, raccogliendosi i capelli in su con aria sensuale. Siamo io e Laura, vestite identiche come solo due diciottenni, che ammicchiamo all’obiettivo con uno sguardo reso acerbo dalle sopracciglia decisamente troppo folte. Laura…ma che fine hai fatto?

Sfoglio.

Maggio 2002. Festa per i miei 23 anni a casa. Siamo 4 coppie che sorridono all’obiettivo. E di queste…facendo un rapido calcolo, solo una sopravvive ancora… oddio, ma cos’è successo? Che cosa avrebbe fatto naufragare qualche anno dopo storie di 6,7,10 anni insieme? Forse l’abitudine, forse la voglia di tornare a respirare…che foto insieme amara e ironica …chi avrebbe potuto immaginarlo che quelle certezza dettate dall’abitudine si sarebbero di lì a poco sgretolate come sabbia?

Sfoglio.

Agosto 1981. Villa De Riseis. Una piccola pulce cammina da sola in un parco, senza guardarsi indietro. E’ vista da dietro, indossa una gonna blu a pieghe, un cardigan fatto a mano color prugna, una cinta in vita che le mette in evidenza un culetto già troppo sporgente e un fazzoletto fissato in testa con un nodo. Ha una borsa a tracolla di cuoio che regge con la manina. Sembra già sculettare.

 

 Beh…che ci crediate o no, è in assoluto la foto che mi rappresenta di più.

 

Prima dei baci, delle paranoie, degli amori andati male, delle delusioni, prima delle sbronze e delle ansie, prima delle cose che mi hanno cambiata, e di quelle che mi hanno sporcata, prima c’è questa foto, ci sono io, smorfiosa, sicura per la mia strada, buffa e dal passo veloce, con il mio look già vintage e la passione per le borsette e per le cinte in vita, che solco la mia personalissima passerella di brecciato. Eccola, la vera me, l’essenza più profonda del mio modo di essere è tutta lì, in quella foto appannata che terrò sempre stretta al cuore, a tener viva la speranza di buttare all’aria le paure e tornare ad essere così, spavalda e scanzonata come allora. A volte per trovare quello che siamo, o quello che vorremmo essere, dobbiamo guardarci indietro e osservare quello che eravamo.

E’ la via più semplice ma spesso più efficace per riconoscere noi stessi.

 

Perché quando si cambia, non ci accorgiamo di quando succede, ne assaporiamo solo la retrospettiva dolorosa e struggente. E la cosa peggiore che ci può succedere è proprio quella di non riconoscerci più.

 

Sfoglio.

sfoglio.

Sfoglio ancora. E finalmente eccola! La foto che cercavo! Una stramba foto di gruppo che ritrae me, il mio ragazzo di allora (Christian sì, il napoletano…)e altri amici tra cui la ex di un mio amico che devo assolutamente far vedere a una persona…già…mi ricordo di quell’estate…

 

….4 vele….1997…

 

tranqui funky…el talisman…killing me softly…

 

...e l’idea che quando avrei compiuto ventanni sarei stata finalmente GRANDE!

 

 

 

 

 

 

 

 

elena di bacco

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